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L’anno dell’abbondanza. O anche quello del “bravissima me”

Arrivo all’ultimo con il bilancio di questo 2017, perché mi dispiace lasciarlo andare. L’ho trattato proprio bene e lui ha trattato bene me. Non puoi restare ancora un po’? Qualche giorno prima di abituarmi alla nuova cifra sul calendario?

Dice di no. Anzi, in Giappone e in Australia è già domani, quindi inutile lamentarsi.

Il mio 2017 è stato l’anno dell’abbondanza. Ho avuto tanto, e sono stata anche brava a gestirlo. Vorrei dirmelo ad alta voce: brava!

  • Sono passata al regime ordinario, senza traumi, soprattutto grazie alla mia brava commercialista che a fine 2016 mi ha regalato un prospettino delle tasse 2017 da tenere sempre con me, che si è rivelato accurato al 99,9%. Lasciare il regime dei minimi si può fare, ma scegliete la persona giusta per accompagnarvi nella transizione – non un santone, basta un bravo commercialista.
  • Ho cambiato casa, con due traslochi, di cui uno tra due appartamenti a 600km l’uno dall’altro. Ora sono davvero stanziale, a Roma, la città dove a 9 anni avevo dichiarato che mi sei trasferita: oggi ho la residenza, un medico e una macellaia del mercato sotto casa che mi rimprovera perché viaggio troppo per lavoro.
  • Insieme ad altri attivisti dell’associazione onData ho lanciato per la prima volta un crowdfunding per un progetto sul monitoraggio delle spese per la ricostruzione post terremoto, che abbiamo portato a termine, superando gli obiettivi di raccolta fondi.
  • Ho corso la mia prima maratona, a Roma, con un ottimo tempo, ho imparato tantissimo su di me, l’ho scritto e l’ho anche raccontato sul palco del Freelancecamp.
  • Ho partecipato all’estrazione per correre quella di New York, ho detto “ma figurati se mi prendono” e il 3 marzo ho ricevuto un’email che diceva “See you in New York City”!
  • Quindi sono andata a New York, ho corso un’altra maratona, e ho imparato di nuovo tantissimo.
  • A New York ci sono andata con due amiche conosciute negli ultimi tre anni e ho avuto l’ennesima conferma che tra i 20 e i 30 con le amicizie è ancora tutto un casino post-adolescenziale, dopo invece si sentono ancora più vicine quelle dell’infanzia e del liceo, quelle nuove si moltiplicano e la solitudine della vecchiaia è scongiurata.
  • La notte del mio compleanno a Monza ho visto degli atleti di fama mondiale tentare il record della maratona sotto le due ore, fallire, ed essere felici e sorridenti comunque.
  • Sono rimasta consulente in un’azienda che rischiava di chiudere gli uffici in Italia e ho contribuito al suo rilancio nel nostro paese, imparando da zero un nuovo mestiere. If it scares you, it might be a good thing to try.
  • Ho creato lavoro per altre persone, che ho pagato sbagliando a versare la ritenuta d’acconto soltanto una volta 🙂
  • E per il 2018 ho preso una decisione difficile, forse da incosciente, ma almeno Rita Levi Montalcini è dalla mia parte:

Rifiutate di accedere a una carriera solo perché vi assicura una pensione. La migliore pensione è il possesso di un cervello in piena attività che vi permetta di continuare a pensare fino alla fine.

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