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Praticamente una lezione gratis sul crowdfunding

Sono moltissime le persone che arrivano sulla mia pagina di consulenze per avviare una campagna di crowdfunding e poi rinunciano al mio aiuto dopo il primo contatto. Da una parte è una questione di costi (chi sta per intraprendere questa strada lo fa proprio perché ha pochissimo budget da investire), ma anche di percezione errata di quello che questo strumento può offrire: un negozio per il mio prodotto dove le folle impazzite si precipiteranno ad acquistarlo semplicemente perché è stato messo in vetrina.

[Risata fragorosa]

Prima di caricare un progetto di crowdfunding su una piattaforma di raccolta fondi c’è un duro lavoro da fare: quello di costruzione o consolidamento della community, come dimostra il caso di Valigia Blu, che ancora una volta ha raggiunto e superato il budget di 50mila euro previsto nella sua campagna. Praticamente nessuno è disposto a farlo. Si è disposti a delegarlo, in alcuni casi, ma il valore di quest’attività è considerato talmente basso che non si è disposti a pagarlo. Io rispondo sempre “bene, mi dispiace, ma non possiamo lavorare insieme”. Ammetto che a volte non ho nemmeno la possibilità di rispondere, le persone spariscono e basta.

Una raccolta fondi con il crowdfunding – spiegata bene in un podcast

Ecco perché sono molto felice dell’intervista che mi ha fatto Cecilia Sardeo per il podcast Impact Girl: ci siamo confrontate per un’ora sul tema del crowdfunding con consigli su come lanciare una campagna, sia per associazioni non profit ma anche per chi ha un’attività e vuole provare questa strada per testare il lancio di un prodotto o un servizio.

La potete vedere e ascoltare qui ed è praticamente una lezione gratuita di crowdfunding che vi regalo, perché nel 2020 voglio vedere solo progetti di raccolta fondi che arrivano a buon fine 🙂

Un passo avanti: il crowdfunding basato sui dati

Tutto quello che abbiamo detto nel podcast non è opzionale, se vuoi raggiungere l’obiettivo prefissato devi seguire tutti gli step come ti abbiamo spiegato. Cecilia ha riassunto tutto in un comodo post per punti, se non hai tempo di ascoltare. Io ti invito a fare un ulteriore passo avanti: costruisci la tua community a partire dai dati. Questo approccio è fondamentale soprattutto se parti da zero e non sai chi coinvolgere, chi potrebbero essere le persone interessate alla tua causa o al tuo prodotto, e vuoi capire che canali sfruttare al meglio nel tuo piano di comunicazione. Prima di buttare il progetto online (su una piattaforma come Kickstarter solo 1 su 3 viene finanziato completamente), fai una bella mappatura del target che vuoi raggiungere e da lì parti per capire la fattibilità della tua impresa e della tua raccolta fondi. Perché anche avere MILIONI di follower non è un indicatore di successo certo al momento del lancio. Chiara e Federico (sì, The Ferragnez), l’hanno scoperto a loro spese.

 


Dopo la lezione gratis, lasciami venderti qualcosa: se vuoi approfondire il tema della mappatura degli utenti, sulla Dataninja School abbiamo un corso che ti aiuta proprio a mettere nero su bianco tutti i contatti della tua community. Si chiama Mappa la tua Audience e ti serve per conoscere i canali frequentati dal tuo target e il modo in cui parla dei temi di cui ti occupi, permettendoti di risparmiare tempo e soldi nella produzione di contenuti che non funzionano o che vengono pubblicati nei canali sbagliati. Costa 89€: moooolto meno di una consulenza 🙂

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