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Abbiamo aperto una scuola online per chi ha paura di numeri, grafici e tabelle

Cosa c’è dietro l’idea della Dataninja School e cosa vogliamo farla diventare

E così abbiamo aperto una scuola online. E io sono la preside, come mi chiamano affettuosamente i miei soci. A marzo abbiamo accolto i primi 100 studenti dal mondo della cooperazione internazionale che hanno seguito i corsi Data Strategy e Data Visualization grazie alle borse di studio del programma Innovazione per lo sviluppo e questa settimana è cominciata la prima edizione aperta a tutti di Introduzione ai dati. Più di 50 persone si stanno cimentando nella costruzione del dataset della propria libreria guidati passo passo con lezioni quotidiane in pillole adatte anche a chi non ha mai toccato un foglio di calcolo. Il 3 giugno parte anche Data Visualisation e i dati dei libri diventeranno visualizzazioni delle abitudini di lettura di chi sta seguendo questo percorso. Da un oggetto fisico a un grafico, per capire che le nostre esperienze quotidiane – di lettura, ma anche di spesa, di consumo dei media… – possono essere analizzate e verificate tramite strumenti alla portata di tutti.

Dai libri ai dati, il tema dei corsi della Dataninja School

Sì, perché quando fai benzina, quando non ordini il dolce, quando decidi dove e come andare in vacanza, dove comprare casa o quale corso di laurea frequentare stai usando i dati in tuo possesso per prendere decisioni. Magari riassunti in data viz particolarmente efficaci, come la spia del carburante accesa, oppure dopo attente valutazioni di prezzo al metro quadro, delle calorie consumate, o delle statistiche degli occupati dopo la laurea, ma si tratta di dati. Che ti riguardano.

E hai il diritto a sapere come trovare le fonti giuste, come interpretare le informazioni che raccogli e magari rappresentarle graficamente per scoprire nuove . Non ti serve un data scientist, ti serve affrontare la paura di dati e formule, di fogli di calcolo e concetti di rappresentazione visiva, nella vita quotidiana e nel tuo lavoro. Questa idea si chiama Data Literacy e secondo l’OECD è un bisogno essenziale, come la salute.

Come lo stiamo facendo

La cura del prodotto finale è stata maniacale. Di formazione online se ne fa ovunque, non volevamo i soliti video, i soliti tutorial, i soliti webinar.

I corsi sono lezioni che segui su una piattaforma online, dopo aver ricevuto una notifica quotidiana del contenuto disponibile. Il corso più breve dura quattro settimane – Mappa la tua audience – quello più lungo quattro, e hai bisogno di 2 orette alla settimana per completare l’esercitazione richiesta. Ma puoi fare tutto l’ultimo giorno, oppure, in sei mesi, se non ti interessa il feedback dai docenti.

È difficile raccontarli, devi provarne uno, o fidarti del passaparola.

Da freelance a preside, cioè imprenditrice

L’orgoglio dietro questo progetto arriva anche dal fatto che quest’anno vado al Freelancecamp di Marina Romea come imprenditrice e sponsor, proprio portando uno speech sui temi della data literacy e uno sconto per chi partecipa. Mi puoi ascoltare in streaming qui. E per tutto il resto, ti aspetto a scuola!

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